Mentre su NME si leggono le solite notizie sul ritorno in studio e live performance degli storici My Bloody Valentine una band poco conosciuta di Athens, Georgia i Japancakes ha avuto il coraggio di fare un cover album dedicato a "Loveless" lo splendido lavoro dei MBV del 1991 (Creation records). Sono coraggiosi i Japancakes che già in precedenza avevano registrato la cover di "Heaven or Las Vegas" dei Cocteau Twins; quest'ultima e tutte le cover di Loveless sono strumentali e suonano un po' country, un po' new age, un po' progressive con un pedal steel continuo. Il risultato alla lunga è un po' noiosetto, ma "Only Shallow", "Come in Alone" e "Soon" sono piacevoli e particolari. Non vale la pena comprarlo quello di Japancakes, ma Loveless originale è un pezzo di storia della musica.
My Bloody Valentine - "Loveless" (1991, Creation)
Japancakes - "Loveless" (2007, Darla)
Domani esce il "nuovo" album di Sigur Ros "Hvarf/Heim". In realta' si tratta di un doppio ep che conterra' sul primo dei brani che di solito la band ha suonato live, ma mai registrato in studio come la bellissima "Hljomalind", nel secondo dei brani registrati live tratti sia da "Von" che dal loro ultimo "Takk". Da segnalare anche l'usicta di un film in DVD, presentato anche al Roma Film Fest, dal titolo "Heima": un lungometraggio/documentario che mostra concerti gratuiti nelle localita' sperdute islandesi con le sue bellezze creato in collaborazione col regista, fan della band, Dean De Blois.
![Heima (Special Edition 116 Page Booklet) [2006]](http://ecx.images-amazon.com/images/I/41rf29Ki9tL._AA240_.jpg)
per chi non lo sapesse:
Se fino a 10 anni fa l’Islanda non faceva notizia, nell’ambito della musica pop, da qualche anno (escludendo quella pazza di Bjork) molti gruppi si sono fatti conoscere dal “grande” pubblico; in particolare nomi come Gus Gus, Mum e Sigur Ros ci deliziano con la loro musica. Quest’ultimi (il nome tradotto e’ Victory Rose – ispirato da quello della sorella di uno dei componenti) hanno debuttato nel 1997 con l’album “Von”, ma il successo internazionale si e’ avuto nel 1999 con “Agaetis Byrjun” . I suoni sono rarefatti, ci sono le influenze del c.d. post-rock tanto caro agli scozzesi Mogwai, c’e’ una voce androgina, la musica incanta e le melodie vengono spesso condite con archi, fiati e vortici di chitarre. Gia’ nei primi anni novanta altri gruppi, meno fortunati e con un suono un po’ piu’ scarno e psichedelico, avevano tentato questa strada: ascolta Bark Psychosis o Godspeed you Black Emperor!. I Sigur Ros comunque hanno qualcosa di speciale: la malinconia e alcune sperimentazioni oniriche riescono a far vivere strani sogni. Sul finire del 2002 l'album (senza titolo) e’ una sorta di continuazione del primo ma ancora piu’ calmo e pacato. Memorabile il videoclip di “Svefn-G-Englar” con angeli danzanti interpretati da ragazzi down. Passati nel 2005 alla EMI l'ultimo "Takk" e' fatto di canzoni piu' strutturate un po' piu' movimentate (si fa per dire) senza dimenticare le atmosfere tipiche del gruppo islandese. Per molti, ma non per tutti.