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ottobre 12 2009
Scoprii Deerhunter due anni fa con l'uscita di "Cryptograms" e ne rimasi folgorato, perche' da un lato mi ricordavano un genere musicale a me, nostalgico, molto caro: dalla surf alla Beach Boys ("Sprin Hall Covert"), alla psichedelia 70s alla new wave post punk ("Hetherwood"). Col passare del tempo inizio ad approfondire e scopro il primo album "Turn it up, faggot" che e' un accozzaglia di suoni post punk (a volte mi ricorda addirittura anche i Christian Death di "Only theatre of Pain") e mi innamoro dell'ep "Fluorescent Grey". Scopro che il leader del gruppo, Bradford Cox, soffre di una rara malattia la sindrome di Marflan, che influenza molti dei testi basati sugli incubi dell'infanzia e del periodo teen, che nella sua cameretta e durante i tuor (con Animal Collective) registra canzoni sotto lo pseudonimo di Atlas Sound. Mentre il secondo album di Deerhunter, "Microcastle" e' piu' omogeneo, strutturato e pop dei precedenti i lavori di Atlas Sound sono eterei sognanti, influenzati dagli anni 90, dove la tecnica di Cox e' impacciata, ma ricca di spunti creativi ed emozionali. Sul blog di Deerhunter Bradford pubblica i suoi demo che sono la quintessenza del suo lavoro (nessun brano verra' inciso nei due album da solista). Sono dei piccoli capolavori, come quelli di un fratello o di un nipote che ti fa sedere sul divano e ti chiede di ascoltarlo; ascoltare i suoi sogni, esprimere le sue angosce cosi come vengono alla buona, ma con innocenza e sincerita'.
Discografia essenziale:
Deerhunter - "Cryptograms" (2007, Kranky)
Deerhunter - "Fluorescent Grey" (2007, Kranky)
Deerhunter - "Microcastle / Weird era cont" (2008, Kranky / 4AD)
Atlas Sound - "Let the blind lead those who can see but cannot feel" (2008, 4AD - doppio cd)
Atlas Sound - "Logos" (2009, Kranky / 4AD)
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